Giustizia 2011: Tribunali e Procure senza Computer

E' successo quello che tutti temevamo: la giustizia italiana in bancarotta.
La tanto sbandierata Informatizzazione della Giustizia si è schiantata il 1° gennaio 2011 con il congelamento dei fondi a disposizione per l'informatica.
Non tutti sanno che l'apparato informatico del Ministero della Giustizia per la sola organizzazione giudiziaria (quindi carceri escuse), distribuito su 260 Uffici Giudiziari (tra Procure, Tribunali, Uffici di Sorveglianza, eccetera) conta 57'000 postazioni di lavoro , 6'000 server, e ben 450'000 richieste di assistenza all'anno per problemi che riguardano i PC e le applicazioni informatiche che gestiscono l'apparato informatico dei processi penali.
La notizia dell blocco era nell'aria già da settembre 2010, quando la Direzione Generale dei Sistemi Informativi e Automatizzati (D.G.S.I.A.) del Ministero della Giustizia, inviò una prima comunicazione al RTI formato da Finmeccanica, Telecom Italia ed Engineering dove veniva richiesta l'interruzione del servizio dal primo gennaio 2011 per mancanza di fondi.
Il contratto di assistenza sistemistica ed applicativa è stato siglato a fine 2007 tra il Ministero della Giustizia ed il su citato RTI in virtù della gara SPC (servizio pubblicco di connettività) indetto dal CNIPA (centro nazionale informatica della pubblica amministrazione). Il servizio valorizzato in 120 milioni di euro su 4,5 anni avrebbe dovuto concludersi a giugno 2012, con altri 40 milioni circa ancora da stanziare per 2011 e 2012.
Il servizio SPC è stato fortemente voluto dal Ministero per spazzare via il sistema clientelare e corrotto che si era creato nella gestione dell'informatica a livello territoriale.
L'adozione di una cabina di regia centrale ha permesso, in questi due anni, al Ministero della Giustzia, di avere una gestione oculata delle spese per l'informatica, cosa prima impossibile vista la gestione frammentata e non coordinata che ogni ufficio giudiziario portava avanti indipendentemente dalle reali esigenze dell'amministrazione.
Probabilmente il sistema di sprechi e corruzione antecedente SPC fa ancora comodo e l'interruzione dell'attuale servizio di assistenza può essere il pretesto per far si che gli uffici giudiziari riprendano a spendere soldi con società di comodo o, ancor peggio, con aziende che permettano alla criminalità di infiltrarsi nel sistema giudiziario e depistare le indagini.












