Notizia censurata da Facebook
Vi riporto questa notizia che ho cercato di condividere su facebook ma che mi è stata bloccata (censurata) perché ritenuta diffamatoria ed oltraggiosa.
Da "Il Corriere":
La denuncia: molti capi muoiono durante il viaggio. Poi sono trattati in modo disumano
«Basta pecore esportate per sacrifici»
Animals Australia chiede al governo di fermare i viaggi della morte degli animali destinati ai riti religiosi
L’Australia è il primo paese al mondo per esportazione di animali vivi. In particolar modo, sono milioni di pecore a essere costrette a lunghissimi viaggi via nave verso i lontani paesi di destinazione, principalmente quelli del Medio Oriente, dove saranno macellate. E’ Animals Australia a denunciare gli abusi contro questi miti animali e a stimolare il governo del primo ministro Julia Gillard a bandire questo tipo di esportazione. Migliaia di esemplari muoiono sulle navi, ma a quelli che si salvano tocca un destino peggiore.
150 MILIONI DI CAPI - Negli ultimi trent’anni l’Australia ha esportato 150 milioni di animali vivi nei paesi del Medio Oriente. Gli ovini sono molto richiesti per la tre giorni della Festa del Sacrificio (Eid al Adha), un importante rito islamico in cui si celebra l’obbedienza a Dio di Abramo pronto a sacrificare il figlio Ismail prima che venga sostituito con un montone. Nei giorni della festa nei macelli e nei mercati degli animali vivi di Kuwait, Oman, Bahrain, Giordania, Quatar ed Emirati Arabi si assiste a una vera e propria mattanza di pecore australiane. Dopo aver affrontato settimane di viaggio in mare, le pecore vengono trattate in modo crudele prima della messa a morte.
MALTRATTAMENTI IN VIAGGIO - Per trasportarle dal porto ai luoghi del macello vengono loro legate le zampe con filo spinato, stipate nei bagagliai o sui tetti delle auto o trascinate direttamente sulla strada. Queste modalità brutali sono contrarie ai precetti del Corano che impone di usare gentilezza alla vittima sacrificale, ma in assenza di leggi specifiche accade di tutto. Già nel 2004 e nel 2006 alcuni membri di Animals Australia avevano visitato il Kuwait e riportato al governo del loro Paese la brutalità con cui venivano trattate le pecore nel macello di Shuwaikh e nel mercato di Al Rai. Nel 2008, grazie al lavoro di AA nessuna pecora era stata esportata in Egitto. Ma questa piccola vittoria poco cambia il quadro generale del problema.
«IRRAGIONEVOLE E IMMORALE» - Nel novembre di quest’anno, nei giorni della Festa del Sacrificio, Lyn White, attivista di AA, è tornata in Kuwait ma non ha visto alcun segnale di miglioramento. «E’ irragionevole e immorale che l’industria dell’export di animali vivi australiana continui a procurare pecore per la Festa del Sacrificio sapendo quanto sia crudele» afferma la White. Ma le pecore approdate in Medio Oriente per il rito di questo 2010 sono state 800mila. E con un giro d’affari così importante la lotta di Animals Australia sarà più difficile che mai.
Discuti questo articolo nel forum (0 replies).
Articoli correlati












