Quanto rende il televoto?
Il più moderno ed amato mezzo di democrazia tanto caro al nostro paese è il televoto.
Il televoto è un meccanismo che consente al telespettatore di essere il fautore delle sorti di un concorrente, di decidere chi sia più talentuoso anche quando non sa distinguere una stonatura o un passo di danza male eseguito, e di credere che il suo parere conti veramente qualcosa all’interno di un meccanismo televisivo il più delle volte costruito a tavolino da abili autori.
Secondo il sito della Protezione Civile, al 22 dicembre 2009 circa 19 milioni di euro sono stati devoluti, attraverso il meccanismo di donazione regolato dai gestori di telefonia mobile e fissa, alle popolazioni colpite dal terremoto dell’Abruzzo. Dal report delle donazioni si evince che gli sms mandati al numero 48540 sono stati 636.898 e non nell’arco di una serata ma in 261 giorni. Cifre poco significative se paragonate a quelle dell’ultimo Festival di Sanremo, dove gli sms pervenuti sono stati ben 3.606.950 nell’arco di 5 serate, o se si pensa che Marco Carta abbia vinto l’edizione di Amici del 2008 con 1 milione e 900 mila preferenze. Per non parlare del fatto che aderendo al meccanismo del televoto in realtà non si fa che dividere la cifra spesa nelle tasche di quelli che veramente ci guadagnano: il 50% all’operatore telefonico, il 9% alla rete televisiva, il 10% al proprietario del format, il 13% al produttore dello show il 18% per l’agenzia del televoto. Il che significa che il giro d’affari annuo attorno a questo meccanismo ammonta a 60 milioni di euro.
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