Banca d'Italia, la grande banca privata nazionale
La Banca d'Italia, conosciuta anche come Bankitalia, è la banca centrale nazionale Italiana ed è un istituto di diritto pubblico che si occupa di concorrere nella definizione della politica monetaria dell'eurozona nel consiglio direttivo, vigila sugli intermediari finanziari, supervisiona i mercati monetari e finanziari, fornisce consulenze analitiche ed informative sullo stato dell'economia agli organi dello Stato in materia di politica economica e finanziaria.
Inoltre, proprio per il suo status di ente pubblico, la Banca d'Italia non contempla la possibilità di fallimento e, tramite il suo intervento, esclude la possibilità di fallimento delle banche private, garantendo così la stabilità del sistema bancario italiano.
Fin qui tutto bene. Ma a guardar meglio si vede qualcosa in più.
Bankitalia è un istituto di diritto pubblico e la Corte Suprema di Cassazione, il 21 Luglio 2006, ha ribadito che la Banca d'Italia "non è una società per azioni di diritto privato, bensì un istituto di diritto pubblico [...] articolo 20 del R.D. del 12 marzo 1936 n°375". Quindi, benché il fine dell'ente sia di pubblica utilità, la proprietà può essere di soggetti privati, come è riportato nell'elenco qui di seguito estratto dal sito della Banca d'Italia.
Partecipanti al capitale (dati aggiornati al 25-06-2009)
- Intesa San Paolo S.p.A. con 50 voti (30% delle quote di capitale);
- UniCredit S.p.A. con 50 voti (22% del capitale);
- Assicurazioni Generali S.p.A. con 42 voti (6,3% delle quote);
- Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 41 voti (6,2% delle quote);
- INPS 34 voti (5% del capitale)
- [...]
- INAIL 8 voti (0,6% del capitale)
- [...]
Come si può ben vedere di pubblico c'è ben poco, sia nel capitale, sia nella forza decisionale in assemblea. E' interessante notare che l'organismo di controllo del sistema bancario nazionale è di proprietà delle stesse controllare.
Come può una Banca Centrale Nazionale, di interesse pubblico, essere di proprietà delle banche private? Un'ennesima anomalia italiana.
Nei prossimi articoli su questo tema cercherò di fare un contronto con le altre banche di Eurolandia, dove risulta che il capitale della Banque de France appartiene allo stato (legge 980 del 1993), quello della Bank of England dal 1946 è affidato a un incaricato del Tesoro inglese e le azioni di Deutsche BundesBank sono federali dal 1957.
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