Vescovi e militari morti
Una di quelle notizie che ti riempiono il cuore. Quando ormai pensi che tutto sia affondato nella buia propaganda, nell'ipocrisia, nel "lecito perché conveniente", e all'improvviso vieni trafitto da un caldo raggio sana coerenza e ti illudi che il mondo possa essere cambiato, in meglio.
La notizia è che il Vescovo di Padova, si è rifiutato di celebrare il funerale all'alpino Matteio Miotto, caduto in Afganistan. La motivazone: "Sono dispiaciuto che il giovane sia morto. Ma andiamoci piano con l'esaltazione retorica. Non facciamone degli eroi. Quelle non sono missioni di pace. Vanno lì con le armi, dunque il significato è un altro, non dobbiamo dimenticarlo".
Ovviamente questa sua dichiarazione ha fatto esplodere la polemica di quella banda di ipocriti maiali che governano la politica italiana. Quelli per cui ammazzare dev'essere un diritto sancito dalla costituzione e poi si ergono a paladini del Cattolicesimo.
Io sono ateo e anticlericale, sia ben chiaro, ma per completezza dell'informazione vorrei riportare qui sotto i 10 comandamenti che, da quanto ricordo dal catechismo, dovrebbero essere le leggi fondamentali che ogni buon cristiano cattolico dovrebbe rispettare sopra di ogni cosa, come insegnò Gesù e riportato sul sito del vaticano: « Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna? » – « Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti » (Mt 19,16-17).
I 10 comandamenti nella formula catechistica (fonte www.vatican.va).
Io sono il Signore Dio tuo
- Non avrai altro Dio all'infuori di me
- Non nominare il nome di Dio invano
- Ricordati di santificare le feste
- Onora tuo padre e tua madre
- Non uccidere
- Non commettere atti impuri
- Non rubare
- Non dire falsa testimonianza
- Non desiderare la donna l'altri
- Non desiderare la roba d'altri
Quindi, mi sembra che il 5° comandamento sia molto chiaro su chi possa meritarsi una celebrazione religiosa. Che poi il sodato non avesse ancora ammazzato nessuno è roba di poco conto per la religione, dove anche l'intenzione viene condannata tanto quanto il delitto.
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