Dalle cronache dei giornali di oggi, 15 Febbraio 2012, vorrei dire la mia su quanto ho letto relativamente al n-esimo Festival della Canzone Italiana, detto di Sanremo.
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In questi giorni in Italia una scure legislativa si sta abbattendo sul più scontato dei principi democratici, codificato nell'Articolo 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
Una di quelle notizie che ti riempiono il cuore. Quando ormai pensi che tutto sia affondato nella buia propaganda, nell'ipocrisia, nel "lecito perché conveniente", e all'improvviso vieni trafitto da un caldo raggio sana coerenza e ti illudi che il mondo possa essere cambiato, in meglio.
E' morto Silvio Berlusconi. Ma non esultate. Non è morto quello vero. L'erba cattiva non muore mai. E' morto l'omonimo del presidente del consiglio non il pappone di piazza Montecitorio. Se ne è andato quello che, quando il premier si definì "presidente operaio", rispose "Di Silvio Berlusconi operaio ci sono soltanto io".
Ve la ricordate la prostituta biondina che diceva di vendersi al ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta per 300 euro a botta? No, non la Titti, quella è sua moglie.
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Ed ora ecco pronta l'indigestione di foto, maldestramente acchittate, di un cadavere con il cranio aperto e materia grigia che sgorga sullo sfondo.
Abbiamo ammazzato l'assassino!!! Facciamo festa! Ammazziamoli tutti questi fottuti assassini!!!! (nel frattempo sono stati rasi al suolo ben 2 stati).

Il presidente del consiglio del popolo delle libertà, non finisce mai di farmi accapponare la pelle. Il leader del partito che ha sede in via dell'umiltà ha fatto la sua ennesima apparizione televisiva despotica e illiberale a La7, senza invito, col fine di insultare trasmissione, ospiti e telespettatori.
La persona nella foto qui a sinistra si chiama Renato Vallanzasca. E' nato a Milano il 4 maggio 1950 e, come capo di una banda criminale chiamata Banda della Comasina, negli anni '70 è stato autore di rapine, sequestri di persona e omicidi sia di gente comune che di militari intenti a braccarlo. Dopo vari tentativi di arresto ed evasioni, Vallanzasca è stato condannato a quattro ergastoli e 260 anni di reclusione.
Stamattina, mentre navigavo su Internet alla ricerca di notizie interessanti, mi sono imbattuto in un gruppo di denuncia animalista su Facebook dall'eloquente titolo : Orrori dall'inferno del canile - gattile di Messina "Aiutiamoli è Urgente"
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